DOVE FINIRANNO I NOSTRI RICORDI?

Eccoci giunti alla quinta edizione della manifestazione Percorsi Sonori.

Anche quest’anno, e nonostante la crisi, siamo riusciti a presentarvi un evento che siamo certi raccoglierà il vostro interesse e, speriamo, anche il vostro apprezzamento.

Molti i marchi storici che continuano ad affollare le nostre sale anche se numerose sono le new entry, segno di un mercato che, nonostante la crisi, ha voglia di muoversi e di liberare nuove energie.

Di certo l’aspetto più importante quest’anno sarà la forte presenza di quella che ormai viene comunemente definita come “musica liquida”, ovvero la musica riprodotta senza l’ausilio di supporti fisici. L’alta fedeltà è da sempre stata indissolubilmente legata al supporto fisico.

Fin dai suoi inizi il supporto ha rappresentato il mezzo attraverso il quale la musica veniva riprodotta.

Dal fonografo di Edison, passando per i tamburi, le prime incisioni, i primi dischi, il vinile e poi il supporto ottico, la storia della musica riprodotta è indissolubilmente legata al supporto stesso e alle macchine create per riprodurre quasi supporti.

Oggi stiamo tutti entrando velocemente in un’era dove la smaterializzazione dei contenuti viaggia di pari passo con l’evoluzione dei costumi e della società.

Abbiamo perso quasi senza farci caso le lettere e le buste con i francobolli, abbiamo perso da tempo il filo che legava il telefono alla nostra abitazione e ormai stiamo completamente perdendo ogni altro legame a quelli che erano, fino a poco tempo fa, i nostri ricordi, la nostra storia...le fotografie!

Siamo entrati in un era dove i contenuti viaggiano, si spostano, si smaterializzano per riapparire in posti e luoghi che non ci immaginavamo.

Una volta si facevano vedere gli album delle foto agli amici, alcuni facevano addirittura vedere i filmini delle vacanze...oggi le foto sono condivise sui social network, tutti le vedono, le commentano se ne appropriano ma nessuno le apprezza più per quello che sono...RICORDI. Dove finiranno queste migliaia di scatti, di voci, di lampi di una vita?

Chi sarà più in grado di catalogare e ritrovare quei frammenti di vita che sono le nostre foto, la nostra musica... Io ho ancora conservati gli album che hanno segnato la mia infanzia e la mia adolescenza.

Oggi posso ancora toccarli, vederli, riascoltarli... Mio figlio potrà fare altrettanto?

La musica liquida è sicuramente un grande passo in avanti, specialmente dal punto di vista tecnologico...ma siamo sicuri che lo sia anche dal punto di vista umano e sociale? 

    Andrea Bassanelli
  

 

 

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